venerdì 22 settembre 2017

NOODLEHEAD

Oggi voglio parlarvi di NOODLEHEAD - Anna Graham. Seguo da anni il suo blog e mi piacciono i suoi manufatti per la pulizia delle linee, la rigorosa semplicità delle sue creazioni. In agosto, complice il caldo e la voglia di far poco e niente, ne ho approfittato per fare acquisti e scelto due modelli della Graham: la Makers Tote e la SuperTote.

Adesso, che fa decisamente meno caldo, ho fatto un prototipo della MAKERS TOTE (fatevi un giro per vedere quante diverse versioni sono già state cucite) la versione più grande, giusto per capire la sequenza della costruzione e provare un tipo di ovattina come imbottitura (decisamente non va bene,meglio usare del batting di cotone), in ogni caso, questo il primo tentativo a cui (spero) seguiranno altre borse in serie. 

E' il formato ideale per conservare il proprio lavoro di ricamo o di tricot, spaziosa, con più tasche, una vera risorsa per chi è sempre con le "mani in pasta" o meglio...ricamatrici, tricotattrici (ma si può dire?) e quant'altro.


 ho usato della tela jouy in lino color bordeaux e per gli interni la stessa tela ma in versione cotone
ho riportato tutte le parti del modello in carta da pacco traducendo tutte le indicazioni dall'inglese all'italiano, in modo da facilitare il lavoro di costruzione della borsa. Per tradurre in modo veloce ed accurato il passaggio da inch a centrimetri ho trovato convertitore in quarti dove in unico passaggio vi calcola anche i quarti, una grande comodità.
 

 per le tasche interne ho usato del lino avorio e su una delle tasche ho ricamato "bonheur", le ore felici di chi crea con le mani  ....



e con questo vi auguro una buona giornata!

A presto.


Anna Maria 



martedì 19 settembre 2017

BEAUTY IMPERMEABILE

Due beauty per andare in piscina, impermeabili all'esterno e all'interno. Non possiedo un piedino in teflon (utile per cucire i tessuti plastificati o addirittura la plastica) per cui ho fatto vari tentativi con tessuti plastificati diversi che avevo in casa e alla fine quello che sono riuscita a cucire più facilmente con un piedino normale è stato questo tessuto plastificato di FILOMANIA che avevo acquistato in fiera a Bergamo. Molto morbido al tatto, si cuce facilmente.











per gli interni ho usato un cinz plastificato che ho trovato da TESSUTI RAPONI, ho creato comode tasche laterali per gli accessori da piscina (chiudi naso, tappi per le orecchie, la cuffia...). Vado a nuotare....

Buona giornata!

Anna Maria 



domenica 17 settembre 2017

SONO TORNATA!

Eccomi, rompo il silenzio prima della data prevista, mi mancava la vostra compagnia, sono stati mesi lunghissimi.

Finalmente è finita; questa interminabile, afosa, caldissima, arida estate. Si capisce che non la amo (più)? HO capito che c'è un tempo per tutto, da  giovane (qualche decennio fa) stavo in spiaggia ad arrostirmi dalla mattina alla sera, ora è già tanto se in spiaggia riesco a trascinarmi nel pomeriggio... è un dato di fatto: mal sopporto il caldo.
In questi mesi non ho combinato molto, ho fatto qualche riparazione a dei capi invernali, ho navigato e scoperto nuovi blog di cucito, ho letto (molto) e ho cucito una nuova maglia in jersey con un pannello avanzatomi da QUI.
Ne è venuta fuori una nuova maglia con il retro in nero, lo scollo questa volta è più generoso della sua "gemella".
Adoro questa fantasia, mi piace il colore di fondo, la consistenza della maglina, tutto! Mi pento di non averne comprati più pannelli, ma è sempre cosi'..



maglina nera.... per capire qual'è il dritto ci metto su un pezzetto di adesivo in carta.... vale anche per tutti quei casi in cui il davanti e il retro sono difficili da individuare a colpo d'occhio.




variante sul precedente modello: piccoli spacchi laterali.

Allora, come vi dicevo, ho passato molte notti a navigare, un piccolo piacere personale quando tutto si ferma e il sonno non arriva. Ho scoperto nuovi blog e questi che vi segnalo sono stati veramente una piacevole scoperta, perché? Perché sono giovani donne che hanno scelto il cucito, il confezionarsi gli abiti da sole come scelta di vita, una scelta consapevole per sfuggire al "sistema produttivo della moda seriale" ovvero tutte quegli empori di moda che vendono magliette e capi a pochi euro, ma vi siete mai domandate come fanno a starci dentro? Ecco, se sono riuscita a incuriosirvi un po' date un occhio a:

FASHION REVOLUTION ITALIA - ovvero, usare i vestiti, l'abbigliamento, in modo più consapevole. Abbiamo veramente bisogno della decima maglietta bianca? della quinta borsa? scarpe? Oppure possiamo decidere di essere soddisfatti (e felici) anche possedendo di meno? 

SECONDO PIANO - Sasha - il suo blog è la testimonianza di come, volendo, si possono cambiare molte cose. Mi piace perché ha scoperto che la sartoria è arte, non perdita di tempo. Perché ogni stoffa scelta, manipolata e cucita, ci porterà un prodotto finito che sara' nostro e solo nostro, unico; che non lo elimineremo con facilita' perché ci è costato tempo oltre che danaro.

LA DULSATINA - MARTINA - anche per il suo blog vale quanto detto sopra. Sta frequentando una scuola professionale di taglio e cucito oltre a lavorare; anche Martina è arrivata alla conclusione che confezionarsi i vestiti è fonte di grande soddisfazione oltre che di sostenibilità.

A proposito di sostenibilità, pochi giorni fa ho sostenuto una conversazione con una amica su cosa poter fare per lasciare il pianeta migliore di come l'abbiamo trovato (ovvero, non lasciare una montagna di pattume ai posteri). Io credo che bastino piccoli gesti su larga scala, mi spiego: se ognuno di noi evita di sprecare acqua (magari chiudendo il rubinetto quando ci si lava i denti o quando ci si sta insaponando sotto la doccia) alla fine ci sara' un risparmio. E' sicuramente un piccolo gesto ma se lo adottano centinaia, migliaia, milioni di persone, l'acqua non sara' stata sprecata. Limitare gli sprechi di tutti i tipi ma soprattutto del cibo, evitare il consumismo (abbiamo veramente bisogno di quel che crediamo non poter fare a meno?), ecco, piccole cose ma... forse potrebbero aiutare a lasciare un mondo migliore a chi ci seguirà.
E con questa piccola riflessione vi ringrazio per essere passate dal mio blog, un buon autunno a tutte!

Anna Maria 

mercoledì 12 luglio 2017

La signora Thornton era rimasta seduta nella sala da pranzo tutto il giorno, aspettandosi da un momento all'altro la notizia che la signorina Hale avesse accettato la proposta del figlio. Si era irrigidita piu' e piu' volte al minimo rumore in casa; aveva recuperato mera' del lavoro a maglia che aveva disfatto, aveva incominciato a maneggiare con l'ago diligentemente, benchè attraverso lenti appannate e con mano malferma. E tante volte la porta si era aperta, e qualcuno di cui non le importava nulla era entrato per qualche insignificante faccenda. Poi l'aspetto severo del suo volto si ammorbidì e i suoi lineamenti si rilassarono in un'espressione di sconforto, cosi' insolito per la loro consueta durezza. 

Si divincolo' dalla contemplazione di tutti i tristi cambiamenti che il matrimonio del figlio le avrebbe portato e si sforzo' di concentrarsi sulle abitudini domestiche. I futuri coniugi avrebbero avuto bisogno di nuova biancheria per la casa, appena sposati; e la signora Thornton si fece portare ceste su ceste di tovaglie e tovaglioli, e inizio' a calcolare quanta scorta avesse. C'era un po' di confusione tra ciò che era suo, e che quindi era contrassegnato dalle lettere GHT - che stavano per George e Hannah Thornton - e ciò che era di suo figlio - comprato con i suoi soldi e contrassegnato dalle sue iniziali. Alcuni pezzi con le iniziali GHT era antichi modelli di damasco olandese, estremamente raffinati: non ce n'erano più cosi' in giro. La signora Thornton rimase a lungo li' a guardarli: appena sposata erano stati il suo orgoglio. Poi inarco' i sopraccigli, strinse forte le labbra, e scuci' meticolosamente la G e la H .

Arrivò al punto di cercare il filo rosso turco per ricamare le nuove iniziali; ma era finito e non se la sentiva di mandare qualcuno a comprarlo proprio in quel momento. Si mise a fissare il vuoto; una serie di immagini le apparve davanti agli occhi e di tutte suo figlio era il principale, l'unico protagonista - suo figlio, il suo orgoglio, la sua proprietà. Ancora non arrivava.
Senza dubbio era con la signorina Hale. Il nuovo amore la stava già scalzando dal primo posto nel suo cuore. Un dolore atroce, una fitta di vana gelosia, la attraverso': non riusciva del tutto a capire se fosse più un dolore fisico o mentale; ma la costrinse a sedersi. Un attimo dopo, si era già alzata, ben dritta in piedi come sempre, e per la prima volta quel giorno, aveva un sorriso tetro sul volto, pronto per la porta che si apriva e per accogliere il gioioso vincitore, che mai avrebbe dovuto sapere dell'intenso rammarico che provava la madre all'idea del suo matrimonio. In tutto ciò, erano pochi i pensieri rivolti alla futura nuora. Sarebbe stata la moglie di John. Prendere il posto della signora Thornton come padrona di casa non era che una delle mirabili conseguenze che avrebbero completato la gloria suprema; il lusso e gli agi della casa, tutta la raffinata e regale biancheria, l'onore, la benevolenza, l'obbedienza, le compagnie di amici.... sarebbero finiti, in modo naturale, come gemme sulla veste di un re, mentre sarebbero stati di poco valore se presi singolarmente.Essere scelta da John, avrebbe distinto una sguattera dal resto del mondo. E la signorina Hale non era cosi' male, se fosse stata una ragazzi di Milton, alla signora Thornton sarebbe sicuramente piaciuta. Era pungente e aveva gusto, e spirito, e carattere. Era vero, purtroppo era piena di pregiudizi e molto ignorante; ma c'era da aspettarselo perché era stata istruita al Sud. Uno strano umiliante confronto tra le e Fanny attraverso' la mente della signora Thornton; e per una volta parlo' con durezza a sua figlia, la insulto' apertamente; e poi, come per penitenza, apri' i Commenti della Bibbia di Henry e cerco di concentrarvisi, invece di continuare a ispezionare tovaglie, un'occupazione di cui andava fiera e che le piaceva.

I suoi passi finalmente! Lo senti', addirittura mentre pensava a finirne una frase: mentre la scorreva con gli occhi, e l'avrebbe potuta ripetere meccanicamente a memoria parola per parola, lo senti' entrare nell'ingresso. I suoi sensi risvegliati sapevano interpretare il rumore di ogni movimento: adesso appendeva il cappello, adesso era proprio davanti alla porta della stanza. Perché si era fermato? Pensò al peggio.

Il suo capo era ancora chino sul libro; non alzo' lo sguardo. Lui si avvicino' al tavolo e rimase li' immobile, aspettando che avesse finito il paragrafo che apparentemente l'assorbiva. Con uno sforzo alzo' gli occhi. "Ebbene John?".

Sapeva cosa voleva dire. Ma si era fatto coraggio. Desiderava ardentemente rispondere con una battuta; l'amarezza del suo cuore avrebbe potuto farne scaturire una, ma sua madre meritava qualcosa di meglio da lui. Si mise alle sue spalle, di modo che lei non potesse vederlo e, piegandole la testa all'indietro, bacio' il suo grigio viso di pietra, sussurrando:
"Nessuno mi ama, nessuno tiene a me, soltanto voi, madre".

Si volto' e rimase in piedi con la testa appoggiata alla mensola del caminetto, con le lacrime che premevano per entrare nei suoi occhi di uomo. Lei si alzo' e vacillo'. Per la prima volta in vita sua, quella donna forte vacillo'. Gli mise le mani sulle spalle: era una donna alta. Lo guardo' in faccia; fece in modo che anche lui la guardasse: "L'amore di una madre proviene da Dio, John. Dura per sempre. L'amore di una ragazza è come una nuvola di fumo, cambia con il vento. E lei non ti vuole, ragazzo mio, vero?". Strinse i denti; li mostro per la lunghezza della bocca, come un cane che ringhia.  Lui scosse il capo.
"Non sono degno di lei, madre. Sapevo di non esserlo".

E. Gaskell - Nord e Sud


Nota - spero di aver incuriosito chi non ha ancora letto il libro, ovviamente la signora T. si sbagliava e..... non voglio rovinarvi il piacere di leggere questo bel libro, svelandovi il finale.

Anna Maria

mercoledì 21 giugno 2017


Ne approfitto per augurare a tutte buone vacanze, ci vediamo a settembre!

Anna Maria 

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