giovedì 6 agosto 2015

PHILIP ROTH - HO SPOSATO UN COMUNISTA

Oggi, ogni tanto, voltandomi indietro, ripenso alla mia vita come a un lungo discorso che ho ascoltato. La retorica è a volte originale, a volte piacevole, a volte inconsistente (il discorso dell'incognito), a volte maniacale, a volte pratica, a volte come l'improvvisa puntura di un ago, e io l'ascolto da tempo immemorabile: come pensare, come non pensare; come comportarsi, come non comportarsi; chi detestare e chi ammirare; cos'abbracciare e quando scappare; com'è entusiasmante, cos'è massacrante, cos'è lodevole, cos'è superficiale, cos'è sinistro, cos'è schifoso, e come restare un'anima pura.
Si direbbe che parlare con me non sia un ostacolo per nessuno. Questa è forse una conseguenza del mio essere andato in giro per anni con l'aria di chi aveva un gran bisogno che qualcuno gli rivolgesse la parola. Ma, qualunque ne sia la ragione, il libro della mia vita è un libro di voci. Quando mi chiedo come sono arrivato dose sono, la risposta mi sorprende: "Ascoltando".


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