martedì 16 giugno 2015

TIZIANO TERZANI - IN ASIA

Ho appena finito di leggere un libro molto interessante sotto il profilo storico- politico asiatico, scritto in modo semplice, si legge di un fiato, le premesse strategiche degli ultimi 30 anni che hanno portato alla realtà di oggi. La lettura è piacevole nonostante l'argomento (!?!) perché Terzani in questo è, e resta, un maestro, ma quello che mi ha colpito di più è la fine (434 pagine), ne riporto uno stralcio.

"Gli orsignani eran gente che aveva tempo. Con un filo d'erba in bocca, stavano ore e ore in cima a un colle a guardare il gregge con tutto l'agio di pensare e tacere. MI parevano conoscere l'animo umano come pochi. Da ogni piccola vicenda mi sembravano capaci di tirar fuori l'archetipo con quelle semplicita' in cui, piano piano, ho imparato a riconoscere la grandezza.
ERano, per necessita', grandi osservatori della natura e da quella tiravano sempre grandi lezioni e il senso di un equilibrio che si rifletteva nel dar vita, a volte solo con un nome e una leggenda, a ogni sasso, ogni forra.
Crescendo imparai ad apprezzarli sempre di piu'. IO andavo in capo al mondo a cercar di capire qualcosa; loro, senzasapere nè leggere nè scrivere, restando sempre li', ma facendo d'ogni piccolezza un capitale, s'eran costruiti un gran sapere, mi pareva.
Tornavo dal Vietnam e Alighiero, che la guerra l'aveva vista solo una volta quando i tedeschi eran venuti a bruciare una borgata nella valle per rappresaglia d'un attacco partigiano, sembrava saperne tanto piu' di me. E forse era cosi'. Io avevo visto per un attimo un grande bagliore, lui aveva visto il lento scorrere delle cose nella loro interezza. I cinesi hanno una bella espressione per descrivere come io vivevo, e ancora vivo :"Guardare i fiori dal dorso di un cavallo". Proprio cosi': in venticinque anni d'Asia ho visto tanti fiori, a volte straordinari, grandi, ma dall'alto di un cavallo, sempre di corsa, sempre a distanza, senza troppo tempo per soffermarmici. Gli orsignani hanno visto pochi fiori, forse piccoli, ma ci sono stati accanto, li hanno visti sbocciare, crescere, morire. E di quello straordinario ciclo della vita sono diventati esperti. E liberi, anche dalla morte."


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